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Fri Mar 7

Handicap Rock

Ciao Max, mi hai accennato che in redazione se la sono presa per lo strillo in copertina “Handicap Rock”.
Ieri facevo zapping e ho beccato un servizio delle “Iene”: Giulio Golia intervistava quell’idiota del senatore De Gregorio e ogni tre minuti partiva uno stacchetto che “incitava a chiamare le cose col proprio nome”. De Gregorio ha accettato 500.000 euro di finanziamenti da Berlusconi in cambio del suo passaggio alla destra? Bene, allora De Gregorio è un venduto. E così via…..
Il servizio mi è piaciuto molto, di questi tempi chiamare le cose col proprio nome non va di moda, o non conviene, o fa paura. Nel caso dell’handicap fa paura. Prima o poi vorrei scrivere un pezzo su cosa ne penso io del termine “diversamente abile”. Una cavolata. Io non mi sento diversamente abile, io quando sono triste e depressa e avrei bisogno di prendere la porta e fare un giro, non posso farlo. Io sono disabile, io ho un handicap. Punto. Mica è un’offesa? Mia madre frequenta un’associazione di genitori dove la parola “handicappato” è vietata. Per carità, i genitori sono sempre molto sensibili, forse più di noi…
Ti dirò, per me dire che ho un handicap è dire una verità. Le parole non mi fanno né male né paura. Si ha paura di parlarne, non si vuole offendere, ma è coi fatti che si offende. Sto male quando vengo trattata con pietà, o peggio ancora come una cretina (capita spessissimo che si confonda l’handicap fisico con qualcos’altro…..a furia di non parlarne!).
Quando ero piccola il mio più grande cruccio era che i compagni non mi prendessero in giro come facevano tra di loro. Oggi tutti i miei amici sono quelli che non hanno paura di dirmi niente, e anzi spesso si scherza anche sui miei problemi… Ecco perché non ci trovo nulla di male nello scrivere in copertina “Handicap Rock”. Primo perché è un titolo reale: si tratta di due musicisti rock disabili! Secondo perché, come dicevo, l’handicap è una condizione e non una vergogna. Una condizione in cui si cerca di fare quello che si vuole….ed è meraviglioso che uno faccia un disco. Sarebbe offensivo dire che è bello solo perché l’ha fatto uno in carrozzina, questo sì, ma voi non lo farete, no?

Valeria Carletti
http://oltreilponte.blogspot.com