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Categoria protetta
Se ci penso, di amici con un lavoro fisso ne ho ben pochi. Agenzie interinali, contratti a progetto e a tempo determinato sono ormai la triste realtà. Io di curriculum ad agenzie interinali e simili ne avrò mandati a centinaia, senza nessun risultato, nonostante io sia una categoria protetta e veda in continuazione annunci dedicati alle categorie protette sui vari siti che ormai ho memorizzato tra i miei links preferiti. Niente. Che poi io tendo a candidarmi anche agli annunci non riservati alle categorie protette, perché dopotutto credo di meritarmi un posto soprattutto perché ho studiato, perché mi son data abbastanza da fare e qualche competenza ce l’ho, e non perché sono disabile! Al di là di questo, non mi capacito del fatto di non venire mai chiamata mentre le mie amiche sono sommerse da colloqui e da proposte di contratti rinnovabili ogni mese, o se hanno fortuna ogni sei mesi.Paradossalmente io alla fine potrei dirmi più fortunata. Grazie, ovviamente, ad una conoscenza, un lavoro fisso l’ho trovato, addirittura a tempo indeterminato in un’assicurazione, o meglio a casa col telelavoro. A questo punto vi chiederete perché sto qui a lagnarmi del fatto che le agenzie interinali non mi chiamano…. Semplice: come tutti i comuni mortali che trovano un lavoro insoddisfacente, vorrei avere l’opportunità di cambiarlo, anche perché non riesco davvero a considerarmi “occupata”. Ho accettato un telelavoro anche se l’idea di lavorare da casa non mi entusiasmava, considerando che un tempo indeterminato non lo avrei trovato facilmente una seconda volta, ma non potevo immaginare che non mi avrebbero quasi mandato lavoro. In sintesi: sono assunta, vengo regolarmente pagata ma lavoro molto meno di quanto dovrei. Perché si comportino così non so spiegarlo davvero: ignoranza, o menefreghismo. Mi hanno assunto perché dovevano ma non si sono preoccupati più di tanto di trovarmi lavori da fare. Un paradiso per molti, credo. Per me un insostenibile danno al mio morale e alla mia autostima che nell’ultimo periodo è colata a picco.
Così, nei momenti in cui riuscivo a sentirmi un po’ più forte, ho continuato a cercare lavoro e finalmente, a febbraio, ho fatto un colloquio in un’agenzia interinale che si occupa di profili medio-alti. L’ideale per me, ho pensato, non perché io mi consideri un profilo medio-alto ma, banalmente, perché lavori manuali non potrei farli neanche volendo date le mie difficoltà motorie. Avevo fatto un’ottima impressione, si capiva che la persona che mi esaminava era abbastanza ammirata, mi ha fatto un sacco di complimenti per il curriculum e la grinta, dicendomi che capiva perfettamente il mio bisogno di cambiare lavoro, di trovare un lavoro vero…(un telelavoro in cui non ti mandano quasi lavoro direi che è una presa per i fondelli tendente al mobbing…) L’ho ricontattata alcuni giorni fa mandandole il curriculum aggiornato, mi ha risposto ricoprendomi di nuovo di complimenti ed esortandomi a non mollare mai. Una mail molto bella e accorata, a conclusione della quale mi ha però detto che mi terrà presente, ma si sa…le aziende hanno molti pregiudizi. Dico io…e allora? Non è il suo lavoro presentarmi alle aziende? Più che far bella figura davanti all’agenzia interinale cosa deve fare? Cosa devo fare più dei comuni mortali, saltare sulla scrivania e ballare? Meno male che sono una categoria protetta, avrei voluto rispondere alla gentilissima dottoressa, ma non ho avuto la forza di farlo. Comincio a dubitare di essere protetta solamente dalle telefonate di chi potrebbe avere un lavoro adatto a me…
Valeria Carletti
http://oltreilponte.blogspot.com