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Grande fratello disabile
Navigando per il web sono approdata ad un blog dove si raccontava di un reality trasmesso l’anno scorso in Olanda, Miss Ability. Protagoniste 12 ragazze con svariate disabilità, vestite con abiti d’alta moda e ospitate in alberghi da favola. Le 12 raccontavano mediante cortometraggi le loro storie, il pubblico votava e alla fine proclamava, come tutti i reality che si rispettino, la vincitrice. Il reality ha avuto un successo strepitoso, raggiungendo anche il 25% dello share, ed è stato esportato in altri paesi europei.Lo so che da me ci si aspetterebbe come minimo un’invettiva contro il genere reality, e invece faccio qui, ora, outing. Ogni tanto qualcuno me lo guardo, consapevole che è una cretinata ma autoassolvendomi subito: non faccio male a nessuno, solo a me stessa, e a volte per combattere i pensieri non trovo altro che annullarmi davanti alla tv. E, già che ci sono, ecco l’outing n.2: dove lavoravo prima capitava spesso di commentare qualche reality, per ridere un po’, e io a volte ho detto che non sarebbe stato male mandarci un disabile. Non io, ovvio!
All’epoca non sapevo che gli olandesi mi avevano fregato l’idea, e non sapevo neanche che già nel febbraio 2004 il portale Disabili.com aveva lanciato un sondaggio tra i navigatori: il 57% dei votanti dichiarava di volere una persona con disabilità nella casa del Grande Fratello. Ho dato un’occhiata al forum di Disabili.com, e nel commentare la notizia molti parlavano giustamente di strumentalizzazione. Concordo: sicuramente le Miss Ability sono state strumentalizzate e in più ho come la certezza che quei cortometraggi colassero pietismo da tutti i pori.
Ma faccio un passo avanti: cosa penso davanti ad un normodotato che si fa strumentalizzare e fa il cretino in un reality? Che è un cretino, appunto. E perché non posso pensare lo stesso di un disabile? In tv si parla poco di handicap, ma quando capita il disabile è sempre coraggioso, forte, intelligente, eroico, oppure sfortunato, triste, disperato o in gravi difficoltà. Non è mai un cretino. Perché, in fondo, è sempre un diverso, uno da trattare coi guanti. E poi sono vietati gli argomenti frivoli: sarebbe considerato di pessimo gusto spettegolare su un disabile, o peggio ancora commentare la sua pettinatura, o il vestito… Quante crociate si scatenerebbero in quest’Italia ipocrita e benpensante! Dubito quindi che qui potrebbe approdare un reality così, e sono anche sicura che, qualora capitasse, sarebbe un programma terribile, a meno che, certo, un produttore leggendo queste righe non decidesse di chiamarmi per ideare il programma e cavarci fuori una cosa meno stupida! Mi rendo disponibile!
Scherzi a parte, e dando per certo che sarebbe un programma terribile, potrebbe però essere un primo passo per iniziare ad ampliare la gamma di aggettivi in uso attualmente. L’italiano è una bella lingua che merita di essere usata, e sicuramente una persona può essere, oltre che disabile, bella, brutta, antipatica, affascinante, ignorante, elegante, eccetera, eccetera. Sarei quasi felice di vedere in tv un disabile comportarsi in maniera così insulsa da scatenare i più biechi commenti da parte degli ospiti pomeridiani di Cucuzza. E’ la forza della disperazione che parla, perdonatemi. Prometto di riscattarmi guardando la prossima puntata di Report.
Valeria Carletti
http://oltreilponte.blogspot.com